SEGRETERIA PROVINCIALE DI AVELLINO

23 novembre 2012 - Sospeso lo sciopero di sabato 24 novembre.
 
“Con la convocazione a Palazzo Chigi da parte della Presidenza del Consiglio per consegnare l’atto di indirizzo all’ARAN per il recupero dell’anzianità relativa al 2011 ai fini delle progressioni di carriera, si è raggiunto il secondo obbiettivo che stava alla base della nostra protesta. Il primo l’avevamo raggiunto con l’eliminazione, dalla legge di stabilità, dell’incursione legislativa sull’incremento dell’orario di servizio che peggiorava in modo unilaterale le condizioni di lavoro del personale”.
 
Il segretario SNALS-CONFSAL ha ribadito: “Il personale della scuola non poteva rinunciare alla progressione di carriera, unico strumento a consentire un seppur limitatissimo incremento delle retribuzioni, a tutt’oggi tra le più basse d’Europa”. La cancellazione delle anzianità per il 2011 sarebbe stata un’inaccettabile mortificazione della categoria. Tanto più  dopo essere riusciti a ottenere sia quella del 2010 sia una norma legislativa per l’utilizzo delle economie interne e per contrattare con l’ARAN una diversa finalizzazione delle risorse contrattuali.
 
Molti altri sono i temi caldi su cui il sindacato è impegnato a ottenere concreti risultati; basti pensare:
Ø       al blocco dei contratti con la conseguente perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni;
Ø       al potenziamento degli organici e alla stabilizzazione del personale precario;
Ø       a problematiche particolari, ma non meno rilevanti, riguardanti, per esempio, i docenti inidonei e quelli in esubero e le conseguenze negative sul personale ATA;
Ø       al riconoscimento economico dello svolgimento di mansioni superiori;
Ø       alla riduzione degli organici e all’ incremento del numero di allievi per classe;
Ø       al dimensionamento scolastico e alla sicurezza degli edifici;
Ø       al finanziamento delle scuole per il loro funzionamento e per la dotazione di strutture e laboratori;
Ø       alla necessità di una riforma degli organi collegiali che escluda ogni possibile rischio di privatizzazione e garantisca il rispetto del ruolo e delle competenze di tutto il personale.
 
“Speriamo che sia un segnale della volontà del Governo di considerare, finalmente, l’istruzione e la formazione un “investimento” prioritario per lo sviluppo del Paese e non un campo in cui reperire risorse a ogni costo, incurante del danno arrecato al servizio scolastico e ai suoi operatori.

 

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